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96 - LA SOGGETTIVITÀ DEI GIUDIZI DI VALORE

Da “Teoria e storia”, di Ludwig von Mises, 1957, pag. 66


Tutti i giudizi di valore sono personali e soggettivi.

Non esistono giudizi di valore diversi da quelli che affermano “io preferisco, mi piace di più, io desidero”.

Nessuno può negare che vari individui dissentano ampiamente riguardo alle loro sensazioni, gusti e preferenze e che persino gli stessi individui valutino le stesse cose in modo diverso in vari momenti della loro vita.

Alla luce di questo fatto è inutile parlare di valori assoluti ed eterni.

Questo non vuol dire che ogni individuo tragga i suoi giudizi dal suo cervello.

La stragrande maggioranza delle persone costruisce i suoi giudizi di valore a partire dall’ambiente sociale in cui sono nate e cresciute, il quale ha plasmato la loro personalità e le ha educate.

Pochi uomini hanno la forza di allontanarsi dal tradizionale insieme di valori e stabilire la propria scala di ciò che sembra essere meglio e di ciò che sembra essere peggio. Ciò che il teorema della soggettività dei giudizi di valore vuol dire è che non esiste alcun criterio disponibile che ci permetta di respingere un qualche giudizio di valore ultimo come sbagliato, falso o erroneo nello stesso modo in cui possiamo respingere una proposizione esistenziale come palesemente falsa.

È inutile discutere dei giudizi di valori ultimi nello stesso modo in cui discutiamo della verità o della falsità di una proposizione esistenziale.

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