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13 - POLITICI E IMPRENDITORI

Aggiornamento: 26 ago 2020

POLITICI E IMPRENDITORI da "L'azione Umana", di Ludwig von Mises, 1949 (pagine 322-323) Il governo è un apparato di coercizione e costrizione. Esso ha il potere di ottenere obbedienza con la forza. Il sovrano politico, sia esso un autocrate o il popolo rappresentato dai suoi mandatari, è in grado, fino a quando beneficia del potere ideologico, di dominare le ribellioni. La posizione che gli imprenditori e i capitalisti occupano nell'economia di mercato è di carattere diverso. Un "re del cioccolato" non ha potere sui consumatori, che sono i suoi clienti. Egli li fornisce di cioccolato della migliore qualità possibile e al minor prezzo. Egli non governa i consumatori, ma li serve. Essi non sono legati a lui. Sono liberi di non essere più suoi clienti. Se i consumatori preferiscono spendere i loro soldi altrove, egli perde il suo "regno". Nè governa i suoi lavoratori. Egli acquisisce i loro servizi, pagando loro esattamente l'ammontare che i consumatori sono pronti a rifondergli comprando il prodotto. Ancor meno i capitalisti e gli imprenditori esercitano controllo politico. Le nazioni civili dell'Europa e dell'America sono state lungamente controllate da governi che non hanno ostacolato in maniera considerevole il funzionamento dell'economia di mercato. Oggi molti di questi paesi sono dominati da partiti ostili al capitalismo, i quali credono che ogni danno inflitto ai capitalisti e agli imprenditori sia estremamente benefico per il popolo. In un'economia di mercato priva di interferenze, capitalisti e imprenditori non possono aspettarsi vantaggi dalla corruzione dei pubblici funzionari e dei politici. I pubblici funzionari e gli uomini politici non sono in grado di ricattare gli uomini di affari e di estorcere loro guadagni illeciti. In un paese interventista, potenti gruppi di pressione mirano ad assicurare ai loro membri privilegi a spese dei gruppi e degli individui più deboli. Gli uomini d'affari possono allora ritenere conveniente proteggersi dagli atti discriminatori posti in essere dai funzionari dell'esecutivo e delle assemblee legislative mediante la corruzione. Una volta adottato tale metodo, essi possono addirittura tentare di impiegarlo per assicurarsi privilegi. In ogni caso, il fatto che gli uomini d'affari corrompano politici e pubblici ufficiali e siano ricattati da questi non sta a significare che abbiano una posizione di superiorità e che governino il paese. Sono i governati, e non i governanti, a corrompere e a pagare.

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