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64 - ECONOMIA E OPINIONE PUBBLICA

Da "L'Azione Umana", di Ludwig von Mises, 1949, pag. 910-911


L'introduzione di innovazioni tecniche non richiede altro che la conoscenza della loro ragionevolezza da parte di uno o di pochi spiriti illuminati.

La cecità e l'indifferenza delle masse non possono arrestare I pionieri del progresso.

Essi non hanno bisogno di ottenere la preventiva approvazione delle persone prive di creatività.

Anche se tutti gli altri li deridono, sono liberi di impegnarsi nei loro progetti.

Successivamente, quando i nuovi prodotti, migliori e più convenienti, appaiono sul mercato, quegli schernitori faranno a gara per acquistarli.

Per quanto stupido possa essere, un uomo sa come distinguere fra scarpe a buon mercato e scarpe costose, e sa apprezzare l'utilità dei prodotti nuovi.

Tuttavia, nel campo dell'organizzazione sociale e delle politiche economiche, le cose stanno diversamente.

Qui, se non sostenute dall'opinione pubblica, le migliori teorie sono inutili.

Se non appoggiate dalla maggioranza, non possono tradursi in pratica.

Quale che sia il sistema di governo, non è possibile governare a lungo una nazione sulla base di dottrine che discordano dall'opinione pubblica.

La filosofia della maggioranza alla fine prevale.

Nel lungo periodo, un sistema impopolare di governo non può sopravvivere.

La differenza tra democrazia e dispotismo non influenza il risultato finale.

Essa si riferisce soltanto al modo in cui si realizza l'adattamento del sistema di governo all'ideologia sostenuta dall'opinione pubblica.

Gli autocrati popolari possono essere detronizzati soltanto da una sollevazione rivoluzionaria, mentre i governanti democratici impopolari sono pacificamente eliminati dalla successiva scelta degli elettori.

La supremazia dell'opinione pubblica non determina soltanto la posizione singolare che l'economia occupa nell'ambito delle idee e della conoscenza.

Essa determina l'intero processo della storia umana.

Le note discussioni sull'importanza dell'individuo nella storia sono inutili.

Pensa, agisce e realizza sempre l'individuo.

Le nuove idee e le innovazioni sono sempre acquisizioni di uomini non comuni.

Se però non riescono a convincere l'opinione pubblica, questi grandi uomini non sono in grado di modificare la realtà in base ai loro piani.

La prosperità della società umana dipende da due fattori: la capacità intellettuale di uomini eccezionali che formulano corrette teorie economiche e sociali e la capacità di questi o altri uomini di rendere tali ideologie gradite alla maggioranza.

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