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97 - COOPERAZIONE SOCIALE, SCAMBIO E DENARO

Da “Potere - La dimensione politica dell’azione umana”, di Lorenzo Infantino, 2013, pag. 31-32


È chiaro: ogni attore coinvolto nello scambio basa la possibilità di conseguire le proprie finalità sulla capacità di fornire dei servizi all’Altro.

La cooperazione viene quindi alimentata da quel che siamo in grado di fare a beneficio dei nostri consimili.

Ecco perché Ego enfatizza ciò che offre; e tenta di porre la sordina su quanto egli riceve o sui fini che potrà perseguire con quel che ha ricevuto.

E la stessa cosa viene fatta da Alter.

La “lettura“ sociale dello scambio evidenzia esclusivamente il vantaggio che ciascuno arreca alla controparte.

Ed è del tutto ovvio che sia così…

Non è infatti pensabile che la cooperazione avvenga contro gli interessi, materiali o ideali che siano, della parte che si vuole coinvolgere.

C’è però una “lettura“ dello scambio, fatta privatamente dalle parti contraenti.

E qui, anziché il vantaggio procurato all’altro, viene in primo piano quel che il soggetto ha conseguito o si prefigge di conseguire tramite la transazione.

Ognuno sottopone quindi lo scambio ad una doppia lettura: c’è la “giustificazione” sociale dell’azione, data da ciò che facciamo per gli altri; e c’è la spiegazione privata, in cui i mezzi ottenuti tramite lo scambio vengono collegati a quel che l’attore si prefigge personalmente di realizzare: è questo il territorio dei motivi dell’azione, la sfera della scelta individuale.

La “Grande società“ è resa propriamente possibile dal fatto che i motivi personali dello scambio rimangono fuori dalla “negoziazione“.

Se infatti le parti dovessero essere d’accordo sulle finalità reciprocamente perseguite, l’area ed il volume della cooperazione subirebbero un drastico ridimensionamento.

Si verificherebbe un regresso sociale.

C’è allora bisogno di uno strumento che faciliti i rapporti intersoggettivi.

Il che si realizza in forma superlativa se tale strumento rende possibile lo scambio, senza imporre il coinvolgimento personale di ciascun attore nel progetto dell’altro.

È questa la soluzione offerta dal denaro.

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